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Associazione JAZZ MANOUCHE : Quest’anno, dal 18 al 20 settembre 2008, l’atmosfera delle suggestive tradizioni Manouche impregnerà l’aria di Rivoli, paese alle porte di Torino che conta oltre 50.000 abitanti. Le vie del centro storico di questa cittadina, che negli ultimi tempi sta assurgendo al ruolo di “città della musica” grazie agli innumerevoli appuntamenti musicali in calendario in ogni periodo dell’anno, ben si prestano ad ospitare una delle poche manifestazioni europee interamente dedicate alla musica Manouche.Il Festival, capace di attirare appassionati da ogni dove grazie alla presenza di artisti di fama internazionale, è intitolato a Django Reinhardt, lo straordinario personaggio che ha fatto da collegamento fra la tradizione musicale di uno dei ceppi più antichi del popolo zingaro, i Manouche appunto, e il Jazz dell’anima nera americana. Il risultato è un’alchimia perfetta e coinvolgente conosciuta come “Jazz Manouche” o “Gipsy Jazz”, proprio perché coniuga le sonorità del jazz degli Anni Trenta e la sua libertà di espressione con il valzer Musette francese e la virtuosità tzigana del fraseggio. Il Jazz Manouche è una musica in evoluzione che si è sviluppata per tutto il Novecento e che oggi, a più di cinquant’anni dalla morte di Django Reinhardt, continua a rinnovarsi e ad affascinare un numero sempre crescente di appassionati. Secondo la migliore tradizione di questo appuntamento, oggi alla sua settima edizione, il programma del 2008 proporrà grandi nomi del Jazz Manouche. Si parte la sera di giovedì 18 settembre con la performance di apertura del gruppo Lulù Weiss. Info per il pubblico: Associazione JazzManouche – Torino – tel. 011/533.028 web: www.djangoreinhardt.it Venerdì 19 invece sarà la volta della musica di strada, tra via Piol e Piazza Garibaldi a Rivoli, con i gruppi Swing Quartet, Nigloswing e Les Manuages, Frangy Delporte, Tony Green. Su un palco allestito appositamente per l’occasione, inoltre, saliranno Elios e Boulou Ferrè. Sabato 20 lo spettacolo inizierà sin dal pomeriggio, ancora in compagnia dei gruppi ospiti sopra elencati, mentre la sera alle 21.30 sarà possibile assistere allo spettacolo allestito all’interno della Maison Musique, durante la quale il Lollo Meier Quartet non mancherà di emozionare tutti i presenti con il ritmo coinvolgente della loro musica. Tutti i concerti sono gratuiti, salvo quello che si terrà sabato 20 alle ore 21.00 presso la Maison Musique, il cui costo del singolo biglietto è di 10 e 15 euro . Per ulteriori informazioni e costanti aggiornamenti è possibile collegarsi al sito internet www.djangoreinhardt.it Info festival: Monica Di Maria di Alleri (Coordinamento) Tel. 011 533028 Cell. 392 9449898 e-mail: monicapr2003@yahoo.it Info per la stampa: Roberto Isidori: mobile +39 333 430 97 09 mrcomunicazione@gmail.com PROGRAMMA DEL FESTIVAL GIOVEDI 18 SETTEMBRE 2008 Ore 19.30, CONFERENZA STAMPA presso la Casa Del Conte Verde (Via Fratelli Piol, 8 - 10098 Rivoli) Ore 21.00, Performance di apertura festival del gruppo manouche LULU’ WEISS VENERDI 19 SETTEMBRE 2008 Ore 20.00, Concerti su via PIOL e piazza Garibaldi con i gruppi: - SWING QUARTET (via Piol 1) - NIGLOSWING (piazza Garibaldi) - LES MANUAGES (via Piol 2) Dalle 21.30, CONCERTO SUL PALCO presso piazza Bollani – Rivoli Gruppo musicale: ELIOS E BOULOU FERRE’ Dalle 23.00, Concerti su via Piol e piazza Garibaldi con i gruppi: - FRANGY DELPORTE (piazza garibaldi) - LULU’ WEISS (piazza garibaldi) - NIGLOSWING (via Piol 1) - TONY GREEN (via Piol 2) SABATO 20 SETTEMBRE 2008 Dalle 17.00, Concerti su via Piol e piazza Garibaldi con i gruppi: (ore 17.00/18.00) NIGLOSWING LES MANUAGES (ore 18.00/19.00) LULU’ WEISS FRANGY DELPORTE Ore 21.30, Concerto a pagamento, presso la Maison Musique, via Rosta, 23 – 10098 Rivoli. Costo biglietti 10 e 15 Euro. Gruppi: LOLLO MEIER QUARTET MARCEL LOEFFLER QUARTET Breve storia del Jazz Manouche I Manouches sono giunti in Europa occidentale tra il XV e il XVI secolo. Dopo un viaggio durato circa un millennio, hanno scelto come sede di permanenza la Francia, l'Olanda, la Germania e il Belgio. La loro origine indiana trova conferma nel nome "manus", appartenente al ceppo linguistico indo-europeo. E' entrato nel linguaggio corrente francese come Manouches che dall'antico Hindi deriva dal termine "manusa": essere umano. Tra i contributi più significativi allo stile manouche figura quello del chitarrista e compositore Django Reinhardt che, nel 1934, creò con il violinista Stéphane Grappelli il Quintetto a corde dell’Hot Club de France: nasce così un nuovo ed interessante jazz Europeo. Il jazz Manouche, però, prende forma ufficialmente nella Germania del 1967 attorno all’emblematica figura del violinista Schnuckenak Reinhardt, con il quale molti musicisti impararono il loro mestiere prima di formare i propri ensembles. I musicisti Sinti scoprirono Django attraverso i dischi e attraverso la pratica musicale, propria delle loro famiglie. Amando suonare tra loro e per loro stessi una musica nella quale si riconoscono, ancora oggi si tramandano di padre in figlio il loro immenso patrimonio culturale. Nelle comunità Manouche, la tradizione si trasmette oralmente in occasioni di festa ed incontri familiari dove la musica occupa sempre un posto preponderante. Senza dubbio l’invenzione di questo nuovo folklore risale alla fine degli Anni Sessanta. Il fondamentale riferimento per il suo sviluppo fu il primo quintetto a corde di Django, quello formatosi prima della guerra. I Manouche ne impararono il repertorio e acquisirono padronanza con gli strumenti: due chitarre da accompagnamento e un contrabbasso per assicurare una imperturbabile sezione ritmica (da loro chiamata "la pompe" manouche), una chitarra solista, un virtuoso violino e talvolta una fisarmonica. I chitarristi, fedeli ai propri maestri, danno priorità alla ricerca del virtuosismo e dello spettacolare. Il punto di partenza dei loro studi è rappresentato da un certo numero di composizioni di Django (quali Nuages, Minor Swing, Manoir de me Rèves…), dagli standards suonati da Django prima del 1940 e da alcuni valzer musette (influenza dei fisarmonicisti swing come Gus Viseur, Tony Muréna o Jo Privat). Questo fenomeno sia di natura estetica sia di natura sociologica è stato denominato, forse impropriamente, Gypsy Jazz: i Manouche non aderirono affatto al Jazz, ma allo stile di Django con il desiderio di affermare la loro appartenenza etnica. Il Gypsy Jazz o Swing Manouche possono essere meglio descritti come movimento folcloristico, folklore vivente aperto a influenze esterne nel quale è possibile ogni sorta di scambio, abbracciando un ampio spettro di stili pur rimanendo nel proprio contesto musicale. Da una buona decina d’anni l’influenza di Django sembra non diminuire affatto: sono stati organizzati nuovi festival a lui dedicati in Francia (Django Memorial Festival – Samois Sur Seine, Festival di Angers e Strasburgo), Belgio, Germania (Django Reinhardt Festival di Augsburg), Svezia (Gypsy Jazz Festival di Thorshalla), Inghilterra (UK Gypsy Fest), Norvegia (Django Festival in Oslo), Canada, Stati Uniti (Django Festival di New York al Birdland, North West Django Fest a Washington), Islanda (Django Jazz Festival di Akureyri), Giappone e Italia proprio con il Festival Jazz Manouche Django Reinhardt di Torino. Diversi gruppi composti da zigani o da gadjès (termine zigano per definire la popolazione non zigana) stanno conferendo un nuovo look alla musica dell’Hot Club suonandola sui palchi, registrando in studio, viaggiando e facendo rivivere questa tradizione e riscontrando un successo popolare sempre crescente. Biografie dei gruppi NIGLOSWING Il progetto Nigloswing deve il suo nome ad un animale caro ai Manouche, "le Niglo", il riccio. Il gruppo nasce nel febbraio 2002 dall'incontro tra Morris Gasperini, Gabriele Facciotti e dalla loro neonata passione per il grandissimo chitarrista Manouche Django Reinhardt. E' amore a prima vista poiché l'intenzione comune è subito chiara: dare vita ad un organico che proponga la musica di Django e del suo popolo. La passione e l'impegno profusi nel progetto portano ai primi risultati e agli esordi nell'attività concertistica coronata dalla partecipazione nel settembre 2004 e 2005 al Festival Internazionale Django Reinhardt di Torino, al Festival Jazz Gitane di Lyon e alla 24 edizione del Festival Internazionale Jazz&Other di Bolzano. Il progetto Nigloswing ha assunto la formazione di trio: chitarra ritmica Gabriele Facciotti, chitarra solista Morris Gasperini, contrabbasso Giorgio Fiorini avvalendosi saltuariamente della collaborazione del fisarmonicista Roberto Cannillo e dei violinisti Fabrice Martinez e Antonio Lallai. La direzione e l’intenzione del progetto è stata quella di acquisire le sonorità fondamentali della musica manouche, studiandone gli aspetti tecnici e melodici per poi rielaborare il tutto nella speranza di produrre qualcosa di assolutamente personale. Lo spettacolo dei Nigloswing è interamente realizzato con strumenti acustici tipici della tradizione manouche: due chitarre acustiche simili in tutto alle celebri selmer maccaferri del grande Django Reinhardt, un contrabasso, un violino ed una fisarmonica. Si caratterizza per l’immediato impatto che crea sul pubblico, dovuto alla particolarità del genere che risulta fresco e coinvolgente: la sezione ritmica, denominata dai manouche “Pompe”, sottolinea perfettamente le evoluzioni virtuosistiche degli altri strumenti. Il repertorio dei Nigloswing spazia fra Swing, Swing Valse, Bossa Nova, Valse musette e brani italiani degli anni 30’ e 40’. Per ulteriori informazioni: www.nigloswing.it LES MANUAGES Il gruppo nasce nella primavera del 2006 dall’unione di tre musicisti accomunati dalla voglia di dare corpo ad una formazione che riproponga la musica dello straordinario Django Reinhardt,caposcuola della musica Manouche. I componenti del gruppo derivano da esperienze jazzistiche simili,avendo incentrato tutti il proprio cammino sulla tradizione dello swing,ma ogni singolo ha poi seguito ed approfondito un percorso personale. A distanza di un anno dalla nascita della formazione, i “LES MANUAGES” incidono il primo disco dal titolo “IL GATTO E IL TOPO”, dove sono presenti brani inediti con influenze balcaniche. La musica dei Les Manuages ha un duplice scopo: il primo è senza dubbio quello di far conoscere il manouche a coloro i quali non hanno ancora avuto la fortuna di incrociare la loro strada con l’immenso genio di Django,ed il secondo è quello di voler raccontare un mondo “vecchio” ma nuovo ai più,secondo quello che ogni singolo musicista vede e sente,raccontando il proprio amore per la musica e per quel musicista… DJANGO REINHARDT. I Les Manuages hanno avuto modo,di suonare in jam session con musicisti del calibro di Angelo Debarre,Tony Green,Franky Reinhardt e con alcuni esponenti dei Basily. Sono stati invitati ad esibirsi ai festivals manouche di Strasburgo (21/22/23/24 Giugno 2007),Torino (Settembre 2007) e al festival jazz di Matera (30/31 Agosto 2007),e nella loro esperienza artistica si annoverano partecipazioni in numerosi jazz club in tutta Europa. Per ulteriori informazioni: www.lesmanuages.org BOULOU E ELIOS FERRE Musicista precoce, Boulou dà il suo primo concerto a otto anni (1959) e solo vent'anni dopo si unisce a Elios (nato nel 1956) per un duo che occuperà in pratica tutta la sua vita musicale. Se è corretto individuare in Django Reinhardt il mentore supremo del loro approccio alla chitarra, appare riduttivo invece ritenerli semplici cloni del grande maestro gitano. I Ferré possiedono una cultura musicale vastissima, che proviene da una solida preparazione classica (corsi con Olivier Messiaen) e da una profonda conoscenza della storia del jazz, bebop e cool in particolare. Così i loro concerti, entusiasmanti, si basano spesso su medley in cui Parker e Tristano vanno a braccetto con Bach, Tadd Dameron e Lee Konitz si legano a Handel, dando vita ad una musica insieme complessa ed emozionante, che fa leva su una conversazione continua a tre voci accanto al pianista Alain Jean-Marie, tra i più eleganti e creativi della scena francese. Per ulteriori informazioni: www.boulou-elios-ferre.com TONY GREEN Eccellente musicista ed apprezzato pittore, Tony Green è un poliedrico artista che vive a New Orleans. La pittura e la musica sono strettamente legate nell'attività artistica di Tony Green, ispirandosi reciprocamente. Da un punto di vista musicale, Tony Green è molto conosciuto nella capitale della Louisiana per essere uno dei più valenti interpreti del Gipsy Jazz; di qui la sua partecipazione a tante edizioni dei più importanti festival della città, il French Quarter Festival ed il New Orleans Jazz & Heritage. Particolarmente innamorato dell'Italia, e di Venezia in particolare, Tony Green è spesso invitato ad esibirsi nella nostra penisola. Per queste occasioni al suo fianco vi sono alcuni musicisti veneziani, tra i migliori interpreti del Gipsy Jazz in Italia. Formazione: Tony Green: chitarra e voce; Lallo Orlandi: chitarra; Andrea Carlon: basso. Per ulteriori informazioni: www.tonygreen.net LOLLO MEIER QUARTET Among the gypsy jazz musicians that play guitar in the style of Django Reinhardt, there are a few that really stand out. Lollo a Dutch gypsy was raised on gypsy Jazz and started playing at the age of 12 with members of his family. He is truly a legacy of the old master and certainly belongs to an elite group. Gipsy blood runs through the veins of this absolute top guitar player who made his goal in life to carry on the music of Django Reinhardt. His technique and suppleness are amazing, his music refreshing, not the standard tunes that are often heard in this genre. His unique style of playing has resulted in his performance today which is an extraordinary talent, simply because he makes music he loves. In addition he is an accomplished composer of new tunes which have that genuine Django flavour. After playing in a Belgium band called "Swing 42" he started a new quartet called Lollo Meier Szigano Swing this gave him the opportunity to express his own style and ideas. The first cd "Rencontres"came out in September 2001 and was well received by the critics. Lollo and his band" Lollo Meier Szigano Swing" have performed all over Europe at various well known jazz festivals. He spends much of his time giving workshops and sharing his artistry with anyone who is interested in his music. One could talk about his music for hours until you hear him, then silence sets in and the only thing left is sheer pleasure. A remarkable man with remarkable style of playing!. Lollo Meier Quartet is made up by Lollo Meier, Andrè Donni, Dave Kelbie and Andy Crowdy. Per ulteriori informazioni: www.lollomeier.nl FRANGY DELPORTE Frangy Delporte est initié à la guitare dès 16 ans par son oncle. Tous deux montent ensuite un groupe, « Tino Swing », avec lequel ils tourneront en région parisienne pendant trois ans. C’est en côtoyant les « bœufs » parisiens que Frangy Delporte fera des rencontres musicales décisives, dont celle de Chris Campion, avec qui il composera de nombreux morceaux. En septembre 2007, il remporte le concours « Festival jeunes talents » organisé lors de la fête à Neuneu. Actuellement, un nouveau groupe est constitué: Swing from Paris, avec la participation de Aurore Voilqué, violoniste de talent, Willy Brunard à la guitare rythmique, Pierre Frasque (le compère d'Aurore à la contrebasse),et le concepteur du projet : Frangy Delporte. Per ulteriori informazioni: www.frangydelporte.com MARCEL LOEFFLER Music has played an important part in Marcel Loeffler’s life from a tender age. Introduced to it by his guitarist father, he quickly showed a predilection for the accordion. His experiences and his encounters led him to play the piano, synthesiser and awakened his interest in other musical genres. The richness of Marcel Loeffler’s music undoubtedly comes from this fusion, this palette of different colours and an acute sensitivity. His roots are indeed manouche jazz, but Marcel quickly went on to broaden his horizons by closely following the work of musicians such as Chick Corea or Herbie Hancock, and by his irresistible fascination for sound. Music is his life. Travel companion of the guitarist, Mandino Reinhardt for over 20 years as member of “Sweet Chorus” then “Note Manouche”, Marcel released his first CD entitled “Vago”. Per ulteriori informazioni: www.marcel-loeffler.com |